Storie in Rosa: Margherita Hack, una rivoluzionaria di professione

Margherita Hack, classe 1922, nasce a Firenze da padre di origini svizzere e madre toscana. Frequenta il Liceo Classico Galilei di Firenze, ma con risultati mediocri; inizia ad appassionarsi alla pallacanestro e all’atletica, conquistando anche ottimi risultati nel salto in alto e nel salto lungo a livello nazionale.  

 Si era tutti nazionalisti, si andava alle adunate, si faceva sport, ci si divertiva un mondo. Sono stata fascista fino al 1938, fino al giorno in cui entrarono in vigore le leggi razziali [1].

Diplomatasi al liceo, avendo molta facilità a scrivere, decide di iscriversi alla Facoltà di Lettere presso l’Università degli Studi di Firenze sperando di poter diventare, un giorno, una giornalista, ma fu sufficiente una sola ora di lezione, per comprendere che quella non sarebbe stata la sua strada, dunque, prende così la decisione di iscriversi alla Facoltà di Fisica.

Studiavo abbastanza volentieri, ma senza pretendere d’essere super brava, mi bastava difendere il 6 o 7 [2].

Si laurea al termine della guerra, nel 1945, con la votazione di 101/110; la sua tesi di astrofisica, condotta presso l’Osservatorio Astronomico di Arcetri, nella zona collinare di Firenze,  prende in analisi le Cefeidi, una classe di stelle variabili.

Dopo la laurea, diventa assistente presso l’Osservatorio di Arcetri.

Successivamente, inizia varie esperienze come insegnante collaborando anche con molte università straniere.

Nel 1964, diventa professore ordinario di astronomia presso l’Università di Trieste; ruolo che ha ricoperto fino al 1992 quando è stata collocata “fuori ruolo” per anzianità.

Dal 1964 al al 1987, assume la direzione dell’Osservatorio Astronomico di Trieste, ottenendo il titolo di prima donna italiana a dirigere un osservatorio. In questi venti anni di gestione, dà nuova vita a un’istituzione che, per molti anni, in Italia, si era collocata agli ultimi posti sia per la quantità dei ricercatori sia per la qualità della strumentazione scientifica, dando all’osservatorio stesso, fama e notorietà internazionale.

Durante i suoi anni di vita è diventata icona del pensiero libero e anticonformista; ha preso parte ad attività e iniziative a sostegno dei diritti civili e del riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali.

A tal riguardo, il 12 agosto 2010, fu premiata come “personaggio gay dell’anno” e in quell’occasione dichiarò:

Da parte di altri paesi è certamente un segno di civiltà. Noi invece siamo un paese arretrato, che non sa cos’è il rispetto della libertà.

Sostenitrice da sempre del diritto all’eutanasia, nel 2011, ha sottoscritto il suo testamento biologico.

Vegetariana da sempre, ha sostenuto più volte di non aver mai mangiato carne in vita sua; una scelta di vita inizialmente trasmessale dalla madre, ma, successivamente, sostenuta da ben precise e determinate idee sull’argomento, non dettata da volontà puramente alimentari.

Grande amante degli animali, in particolare dell’intelligenza felina e dei gatti, i quali le hanno sempre tenuto compagnia durante gli anni della sua vita.

Il fil rouge del suo legame con gli animali è sempre stato l’amore e il rispetto per l’ambiente e la natura.

Atea convinta, posizione che ha maturato fin da giovane grazie all’atmosfera libera e anticonformista che si respirava in famiglia Hack. Margherita ha sempre cercato nella scienza la nostra vera origine, il nostro passato, anche se, a coloro che le facevano domande a tale riguardo, ha sempre risposto che preferiva di gran lunga viaggiare nel futuro perché, comunque, di ciò che è stato ne sappiamo già abbastanza.

[1][https://it.wikipedia.org/wiki/Margherita_Hack]

[2][https://www.cineca.it/it/news/che-studentessa-era-margherita-hack]

L’immagine copertina, è stata presa da Google, per rendere omaggio ad una Donna incredibile!

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