Pietre e Cristalloterapia: Pietre di sogno parte seconda

Abbiamo parlato del rapporto sogno-quarzo diamante, oggi passiamo al raro quarzo Faden, nastro o “Anima”.

Ecco il suo aspetto:

Si teorizza che questa struttura si formi in due tempi: prima si formerebbe il nastro centrale (anima), piuttosto rapidamente, poi, installandosi sull’asse centrale, lentamente, si formerebbero le “ali” laterali, trasparenti e luminose. Si tratta, in realtà, non di un quarzo singolo, ma di molti quarzi lamellari cresciuti insieme, che si compenetrano l’un l’altro in modo complesso, finendo per sembrare una sola pietra, semplificando all’osso.

I Faden sono ciò che possiamo definire “ponti” tra la realtà ordinaria e, usando un termine arcaico, “i mondi altri”, o immateriali o, ancora, onirici.

Ci vorrebbe un volume per chiarire questi termini poiché, in sogno, si possono raggiungere continuum spaziotemporali alternativi, dimensioni mentali o immateriali, luoghi esistenti in uno spazio atemporale.
Immaginiamo quindi un’immensa gamma di possibili mondi che potremmo attraversare in sogno, portando con noi, se non il fiore di Coleridge, conoscenze o risposte. Immaginiamo di non riuscire a penetrare qualche dimensione meravigliosa che siamo riusciti a intravedere, qualche volta, dove forse abbiamo conosciuto esseri, o animali, visto luoghi incantati, sorgenti magiche o città di cristallo… che frustrazione svegliarsi e non riuscire a ricordare, se non qualche fermo immagine o sensazione, e poi non sapere più trovare la strada per tornarci!

Ebbene… ci sono due tipi di pietra che possiamo prendere in considerazione: la Lodolite e il Faden, creatura in grado di fare da ponte tra qui e quel , di cui sentiamo il richiamo. La tecnica vista la volta scorsa, ripetere sia mentalmente che a voce bassa, concentrati, il proprio obiettivo, cercando di “metterlo dentro la pietra” è sempre valida.

Cambia il sasso, cambiano gli obiettivi.

Suggerisco di cercare un buon quarzo Faden non in un negozio new age, ma a fiere di minerali, presso collezionisti, o in qualche negozio specializzato in minerali della vostra città. È più facile trovarlo e sapere di avere un buon pezzo, inoltre… salvo eccezioni, non pagherete il sovrapprezzo per “articolo magico”.

Per entrare in connessione, consiglio qualche goccia di alcool alimentare, in cui avrete sciolto una minigoccia di olio essenziale di rosa (purtroppo molto costoso!), o lavanda, salvia, incenso puro o cedro del Libano. Non consiglio il sandalo, molto denso e pesante, nonostante sia spesso usato nelle meditazioni.

Una volta lucidato bene il quarzo con un panno di cotone inumidito di questa miscela, lasciatelo davanti a una candela, in modo che sia attraversato dalla luce, ad almeno una spanna di distanza. Potete lasciarlo per una notte, due, tre, meglio se la luna è crescente, prossima al plenilunio.
Appena avete un po’ di tempo, prendetelo, osservatelo, toccatelo, lustratelo e poi posatelo nuovamente davanti alla candela. Una cosa che può sembrare stupida è scrivere su un bigliettino il vostro sogno, il sogno che volete raggiungere, e metterlo sotto il quarzetto.

Quando vi sentite sufficientemente in sintonia, avete una bella sensazione di familiarità, di riconoscimento nel tenerlo in mano, potete programmare la vostra notte onirica.
Proiettate nel Faden una parola o una breve frase che indichi dove volete che il sogno vi porti.
Concentratevi, soffiatela nella pietra o imprimetevela tramite un raggio luminoso che parta dalla vostra testa ed entri nel quarzo. Fatelo per un minuto o due, a seconda di come vi sentite, tenendo presente che è importante ricordare nitidamente il sogno. Poi posate il faden vicino a voi, sul comodino, per esempio, e preparatevi al sogno.

Sono gradite condivisioni di esperienze, se possibile.

 

Se un uomo potesse attraversare il Paradiso in sogno e gli dessero un fiore come prova d’esser stato davvero là. E se, al risveglio, si trovasse il fiore in mano?  (Samuel Taylor Coleridge)

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