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In viaggio verso me stessa parte 9°

In viaggio verso me stessa parte 9°

Che stronza! Ha fatto bene ad andare via e lasciarti da sola!

Lo sentii blaterare mentre uscí dalla stanza in cui mi trovavo ponendo la sua attenzione al cellulare che non si degnava di staccarsi dalle mani.

Stronza io? Ma che cavolo stai dicendo? Mi ha piantata in asso poco prima di dirmi che non ero la donna giusta per lui e che avrei trovato l’uomo per me altrove e avrei dovuto persino fargli un servizietto con la bocca senza che nemmeno avesse passato la notte con me?

Gridai, con tutto il fiato che avevo in corpo.

Non c’erano parole per descrivere lo schifo che provavo per lui al solo guardarlo pronunciare quelle parole infami e atroci.

Al solo osservarlo ignorarmi avendo capito com’ero, al solo sapermi lí, nello stupido e squallido hotel di un mostro.

Certo che sei tu la stronza poverino! Non gli hai fatto nemmeno quello!

Rispose lui, insistendo nel suo ignobile pensiero.

Non ho parole! Voi siete fidanzati e pretendete pure che una ci stia così, furtivamente sapendo già prima di essere il niente per voi! Terribile! Poi tu, che manco mi avevi detto di esserlo fidanzato! Il top!

Gli gettai addosso, con tutto il mio dolore e strazio. Non ero addolorata per lui, ovviamente. In fondo cosa mi poteva importare di uomo cosí, che per giunta nemmeno conoscevo? Assolutamente niente infatti.

Ma semplicemente per ritrovarmi di nuovo nella stessa situazione che si ripeteva ormai da sempre come un fastidioso disco rotto che ragliava lo stesso greve suono all’infinito.

Dai, posso essere io il primo a cui farglielo allora?

Ebbe il coraggio di chiedermi, rientrando nella camera da letto.

Cosa? non l’ho fatto nemmeno all’uomo che amo e lo dovrei fare a te? hai visto un bel film tu!

Risposi, ancora sgomenta dalle sue parole.

Mi sedetti sul letto, sfinita da tutto.

No! Non puoi sederti lí !

Mi rimproveró, facendomi alzare di scatto in piedi.

Scusa, non lo sapevo!

Esclamai, sentendomi persino stoltamente in colpa dopo che non mi aveva nemmeno permesso di appoggiarmi sul letto di una stanza in cui mi aveva forzata ad andare per vederlo.

Tutto stava diventando uno scenario oltre i limiti dell’osceno e nonostante tutto, non me ne andai.

Aforismi Pinkidea

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Restai a guardarlo ferirmi come non fossi nemmeno una donna. Nemmeno un umano.

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