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In viaggio verso me stessa parte 7°

In viaggio verso me stessa parte 7°

come stai? Mi fa piacere vederti!

Mi disse sorridente, con quella sua bellezza disarmante inducendomi ad andargli incontro.

Così, scesi alcuni gradini e mi trovai a un passo da lui e ai suoi occhi meravigliosamente azzurri.

Con un bacio su entrambe le guance lo salutai.

Bene! Sto morendo dalla fatica!

Gli confessai mentre mi fece strada verso la porta del suo B&B.

Senti il mio cuore!

Gli dissi.

Batte a mille! Non ho più fiato!

Con la testa lo vidi appoggiarsi al mio petto con fare lascivo.

Per la fatica o vedendo me?

Mi domandó poi, malizioso.

Sicuramente non per te!

Risposi prontamente alquanto seccata, smontando ogni suo vano tentativo di portare il suo ego allw stelle.

E la cosa peggiore era che non avevo per nulla bluffato! Non mi stava battendo il cuore per lui, come quando mi succedeva ogni qualvolta che i miei occhi si trovavano di fronte al mio amore.

Il mio unico amore.

Per quanto mi piacesse e lo reputassi bellissimo come pochi, non avevo sentito quella scintilla che stupidamente speravo.

Vieni, accomodiamoci qui!

Mi disse facendomi entrare in una delle sue stanze d’hotel.

Carina!

esclamai, mentre stetti per sistemare la borsa su una sedia.

Posso?

Gli chiesi un attimo prima di appoggiarla, non volendo risultare sfacciata.

Certo! Metti pure tutto lí!

Rispose.

Così, tolsi anche la giacca e la sciarpa.

Vieni qui! Non ci siamo neanche salutati bene!

Sussurró tirandomi a sé.

Si protese per baciarmi e in quel momento mi sentii morire.

Sarei fuggita a gambe levate, oppure mi sarei volatilizzata come un uccellino. Qualsiasi cosa pur di non trovarmi lí, a un soffio da qualcosa che non volevo.

No no no! Un altro imbroglio no! Tu sei fidanzato ed io non posso! Cioè, tu sei bellissimo ma davvero non posso! Un’altra volta no!

Gridai, cercando di divincolarmi.

Ma dai, lasciati andare!

Bisbiglió prima di infilarmi la lingua in un orecchio e con le mani afferrarmi il sedere.

Non posso! Davvero! Tu mi piaci ma sei fidanzato! Sentiamo: la lasceresti per me?

Gli chiesi, mentre sobbalzai di scatto non appena sentii le sue dita insinuarsi sotto al mio vestito.

No! Che stai facendo? Sposta la mano, ho il ciclo!

Gli gridai spaventata. E in quell’istante ringraziai le mie cose per avermi salvata da quell’imbarazzante momento.

Scusa! Hai le tue cose non lo sapevo!

Rispose togliendo le mani dal mio corpo.

Beh, se non so nemmeno come baci come posso lasciarla per te! Dai! Devo capire!

Disse, provando nuovamente ad avvicinare la sua bocca alla mia.

ok! Così può bastare direi!

Gli dissi, dandogli un lieve bacio a stampo.

Ma niente. Non riuscii a sentire niente.

Possibile che un ragazzo così sexy e bello non mi faceva venire la benché minima voglia di baciarlo di più?

Pensai tra me e me.

Ok è vero. Sapevo che era fidanzato e questa cosa poteva portarmi inevitabilmente ad essere frenata. Specialmente io che non ero mai stata famosa per agire d’istinto, ma l’opposto.

Colei che ragionava e meditata su ogni azione da compiere. Certo, ma soltanto finché non si trattava d’amore. Quello vero. Quella scintilla e magia che non si può controllare e che ti fa spegnere il cervello attivando nient’altro che il cuore.

Che ti fa accendere i sensi e incendiare ogni cellula del tuo corpo.

Che fa tremare ad un solo suo sguardo, che non ti fa capire più niente.

E in questo caso, non c’era proprio traccia di tutto questo.

C’ero solo io. La solita me. Quella che ci pensa 100 volte prima di farsi del male.

Che ragiona su ogni aspetto negativo di un’azione prima di compierla, che non cede sapendo ancora prima di iniziare, che non avrà un futuro con lui.

Aforismi Pinkidea

Aforismi Pinkidea

 

 

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