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Collaborazione tra Blog: ” 50 sfioriture di Calendula”

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Collaborazione tra Blog: ” 50 sfioriture di Calendula”

Quanti di voi conoscono le proprietà della calendula?

Per quest’estate ho pensato di realizzare dei rimedi doposole con un fiore molto prezioso, la Calendula. Insieme alla mia amica Liberata, del Blog Spignattidea, abbiamo pensato a questa collaborazione, io che ho più dimestichezza nel fare macerati, ho preparato questi prodotti che vi vado a presentare, e Lei ne ha usato uno dei due per fare le sue ricette “ Golden Oil – un olio solare ” & ” Sun Kiss – un doposole rinfrescante e lenitivo “, che troverete in questa pagina del suo Blog.

Come tutti sappiamo fa bene alla pelle essere esposta al sole, ma solamente per un certo tempo, dopo di che la pelle può subire dei danni dati dalla troppa esposizione, soprattutto senza le adeguate precauzioni (creme solari con almeno FP 30 (fattore protettivo) questa alta protezione aiuta a combattere l’insorgere di melanomi).

Da esperienza personale, fototipo molto chiaro, la “scottatura” al mare l’ho presa svariate volte.

Quest’anno, ormai a 2 anni da che son passato all’autoproduzione, ho deciso di fare un oleolito e un burro di karitè entrambi alla Calendula. Questi, si possono applicare in purezza sulla pelle, dopo la classica doccia serale, post-giornata al mare. Le ricette sono facilissime.

Gli ingredienti necessari, sono:

q.b. Fiori di Calendula
q.b. Olio di Semi di Girasole Spremuto a freddo
q.b. Burro di Karitè
q.b. Alcool Buongusto

L’oleolito di calendula, si può fare in due modi, a seconda della quantità di tempo che avete a disposizione:

Oleolito Calendula_Logo

Metodo 1 

  • Oleolito a Caldo: Prendete un vasetto, resistente alle temperature (io tendenzialmente uso quelli che si usano anche per fare le marmellate, o una semplice caraffa Pyrex), e lo riempite per poco più della metà di fiori di Calendula (freschi o secchi, non cambia molto). A questo punto, io uso una tecnica che mi ha insegnato una mia amica Blogger Flavia. Questo metodo vuole una o due “spruzzate” di Alcool Buongusto (io lo metto dentro ad un vaporizzatore (quelli per inumidire i panni prima di stirarli per intenderci)). Fatto questo, versate l’olio fino a ricoprire i fiori, abbondando un pochetto nel caso di fiori essiccati (da erboristeria) poiché tendono ad assorbirne un po’. Fate macerare questo olio a Bagnomaria dolce dolce (non deve superare i 40-50°), per almeno 4 ore. Passate le 4 ore, potete filtrare con una semplice garzina, o come faccio io, il metodo 2 filtrazioni, più lungo sì, ma l’oleolito viene limpidissimo (come da foto). Il metodo a 2 filtrazioni, prevede la prima filtrazione con la garzina, mentre la seconda con i filtri da caffè.
    A questo punto, potrete imbottigliarlo. Io consiglio bottigliette scure (come quelle dei succhi di frutta, o quelle degli sciroppi ben lavati e sterilizzati).

Metodo 2

  • Oleolito a Freddo: Prendete un vasetto (sempre come quelli per fare le marmellate), e lo riempite per poco più della metà di fiori di Calendula (freschi o secchi, non cambia molto). A questo punto, io uso la stessa tecnica di prima ovvero quella dell’una o due “spruzzate” di Alcool Buongusto. Fatto questo, versate sopra olio fino a ricoprire i fiori, abbondando un pochetto nel caso di fiori essiccati poiché, come detto prima tendono ad assorbirne un po’. A questo punto, lasciate macerare l’olio in un posto al buio (io uso l’armadio) per almeno 40 giorni. Passati i 40 giorni, potete filtrare con una semplice garzina, o fare come faccio io, ovvero il metodo 2 filtrazioni. A questo punto, potrete imbottigliarlo sempre in bottigliette scure.

Burro di Karitè alla Caledula, che si fa in un solo modo.

Burro di Karitè alla Calendula_Logo

  • Prendete una semplice caraffa Pyrex e mettetela all’interno di un pentolino riempito d’acqua per il bagnomaria. Mettete al suo interno 50 o 100g di burro di Karitè grezzo o deodorizzato e accendete il fuoco. Una volta sciolto il burro di Karitè, ci mettete la quantità di fiori di Calendula (freschi o secchi, non cambia molto) che ci stanno, ricordatevi che i fiori devono stare sotto il livello raggiunto dal burro di karitè sciolto, quindi fate attenzione. Applico sempre la tecnica della spruzzata d’alcool. Fate macerare il tutto a Bagnomaria dolce dolce (non deve superare i 40-50°), per almeno 4 ore. Passate le 4 ore, potete filtrare con una semplice garzina. Visto che il burro di Karitè non sarà mai limpido, la garzina sarà più che sufficiente. Una volta filtrato, mettetelo nei vasetti di vetro come da foto, e lasciate rapprendere a temperatura ambiente, prima di chiuderli. Etichettate e buona tintarella.

Curiosità:

  1. Per completezza di informazioni, l’utilizzo dell’alcool, serve per aiutare a sterilizzare ulteriormente i fiori, e insieme al calore, a facilitare l’estrazione dei principi attivi. Ho usato bottigliette trasparenti per far risaltare il colore dell’oleolito. In ogni caso, potete anche usare bottigliette trasparenti, purchè conservate in un posto al buio, lontano dalla luce, che velocizza il processo ossidativo dell’olio.
  2. Una cosa fondamentale, è Etichettare oleolito e burro di karitè, specificando la data di inizio macerazione, la data di filtrazione e nel caso di oleolito, la tipologia di olio utilizzata.
    Io uso solitamente Olio di girasole, olio di riso, olio EVO e olio di Oliva.

Io uso già da molto l’oleolito di Calendula, proprio per le sue proprietà lenitive e antinfiammatorie, utili sia in estate (scottature) che in inverno (screpolatura delle mani), non che per piccoli dolori articolari che spesso non sono altro che infiammazioni, quindi, perfetto l’utilizzo di oleolito di Calendula.
Il burro di Karitè alla Calendula invece, è una novità di quest’anno, ma non mi aspetto di meno, oltre alle proprietà della Calendula, avrò anche le proprietà nutrienti ed emollienti del Karitè.

Spero vi piaccia questo articolo, e se li fate, fatemelo sapere.

Vi lascio anche un Link dove potrete trovare anche altre informazioni sulla Calendula.
Trovo corretto citare questo sito, ben fatto.

No Comments
  • Laneuville marie helene
    Posted at 19:01h, 13 Giugno Rispondi

    Laneuville Marie Helene

  • Pingback:Collaborazione: Iperico, tra Realtà e Magia -
    Posted at 18:06h, 12 Luglio Rispondi

    […] di vetro, mettete i capolini (fiori) dell’iperico, e spruzzateli come per il metodo dell’ oleolito di Calendula, della collaborazione precedente. Quindi prendete un vaso, resistente alle alte temperature, e […]

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